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Category Archive for: ‘Bambino secondo Natura’

87 risposte che trovi nel libro le 7 idiozie sulla crescita

Le 7 idiozie sulla crescita dei bambini,

Molti lettori ci hanno chiesto di poter leggere un estratto del nuovo libro Le 7 idiozie sulla crescita dei bambini in uscita il 20 ottobre 2014 (salva la data in agenda!). Soltanto che è in corso la fase di impaginazione e quindi dovrai avere pazienza ancora per qualche giorno. Nel frattempo, abbiamo fatto un elenco parziale di alcune delle risposte e …

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Quali sono le 7 idiozie sulla crescita dei bambini?

le 7 idiozie sulla crescita dei bambini libro

Dopo aver scritto Smettila di Reprimere tuo figlio per permettere ai genitori di conoscere la Mappa per la crescita felice in 5 passi, ci siamo resi conto che potevamo fornire ai genitori qualche freccia in più per il loro arco.

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Intervista su Rai Radio 1 a Roberta Cavallo di Bimbiveri

Intervista su Rai Radio 1 a Roberta Cavallo di Bimbiveri

Ascolta l’intervista di Francesco Graziani di Rai Radio 1 a Roberta Cavallo, in occasione dell’articolo uscito sulla Stampa, in merito ad uno studio della fondazione britannica “National Trust” per aiutare genitori e figli a recuperare il rapporto con la natura.   Buon ascolto e, se vuoi,  lascia un tuo commento in merito all’intervista in fondo al blog e condividi su Facebook. …

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Il 2° petalo della Mappa per la Crescita Felice

la formula per assencondare i codici di madre natura

Madre Natura ha stabilito dei Codici per la crescita dei bambini da 0 a 21 anni. Sono Codici che consentono a chiunque di prevenire e risolvere i problemi che hanno oggi genitori e insegnanti.

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Il 1° petalo della Mappa per la Crescita Felice

Thumb Post Mappa1

Da oggi per te una serie di 5 video che ti permetteranno di saperne di più sulla mappa per la crescita felice, la prima mappa ideata per consentire a tutti di apprendere le informazioni strategiche per conoscere:

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Se sei in difficoltà con tuo figlio vai dal gommista

Se sei in difficoltà con i tuoi figlio vai dal gommista

Quando la ruota della tua macchina perde sempre aria a causa della valvola guasta, che cosa fai? Vai ogni mattina a gonfiarla dal benzinaio o vai dal gommista a farti cambiare la ruota, risolvendo il problema alla radice una volta per tutte? Perché con la ruota che si sgonfia andiamo subito a risolvere la causa mentre quando si tratta dei nostri …

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La storia di Ivan, bambino in affido di Chernobyl

Da circa 2 anni ho la grande opportunità di seguire, appoggiando la famiglia ospitante,  un bimbo stupendo di 9 anni, che chiameremo Ivan, che arriva dalla Bielorussia e ogni anno resta in Italia per due mesi in estate e per un mese nella stagione invernale. Ivan in Bielorussia vive in un orfanotrofio in cui le condizioni di vita sono, a mio parere, precarie. Figuriamoci dunque tutto ciò che può riguardare l’aspetto educativo, relazionale e affettivo. È in orfanotrofio perché è figlio della realtà di Chernobyl: padre in carcere, madre alcolizzata, nonni nullatenenti. Quando è arrivato la prima volta, con la valigia vuota e le scarpe rotte (come tutte le volte successive in cui è tornato), era pallido, lo sguardo un po’ spento e bisognoso, aveva frequenti pruriti al corpo – da tensione nervosa – (di cui ci avevano avvisati), irrequietezza, e se vogliamo usare un termine comune a tutti: sembrava “iperattivo”. Ai miei occhi non è mai stato “iperattivo”, naturalmente, ma semplicemente un cucciolo come tanti, bisognoso delle cure di base, delle attenzioni primarie di amore e contatto di cui non aveva mai goduto.   La mia esperienza con Ivan Stando con lui ho spesso assistito ad affermazioni di questo tipo da parte degli adulti: “Eh, certo che prima o poi deve imparare a stare con gli altri”, “Non puoi avere tutto”, “Poverino” (che umiliazione!), “Adesso basta!”, “Eh, è dura, non sta fermo un attimo”... Strano, perché l’ho visto parecchie volte stare fermo: [fancy_list style="circle_arrow"] quando lo prendo in braccio sulle ginocchia addirittura ogni tanto lo cullo sulla poltrona quando gli dico di venire da me perché voglio fargli tanti baci ogni volta che lo guardo negli occhi e gli parlo con calma ogni volta che interagisco con lui con interesse e profondità di sentimento. [/fancy_list] Con lui ho adottato tutto quello che, come sai, insegno quotidianamente in consulenza e nei corsi e che ho riportato nel libro Smettila di reprimere tuo figlio: dalla “regressione” alla “danza del sì”, dalle coccole agli esempi dolci e amorevoli su quelle che sono le norme per vivere bene anche con gli altri e con la propria persona, mi sono lasciata imitare in tutto. Ti faccio qualche esempio pratico.   Il disordine e i vestiti lasciati per le scale Come molti bambini e come tutti quelli nella sua condizione, è naturalmente “molto disordinato” e “confusionario”. Senza parole e senza spiegazioni ho semplicemente creato le condizioni per cui potesse stare il più possibile con me a guardarmi, a osservarmi e a imitarmi nelle cose che facevo durante la giornata, in quello che dicevo e come lo dicevo. È bastato poco, circa 10 giorni, per vederlo mettere i vestiti sporchi nel cesto in bagno anziché buttati sulle scale svestendosi mentre saliva, oppure per sentirlo dire: “Roberta, vado a lavare i denti vieni anche tu con me?” oppure “Tu te li sei già lavati?”, per sentirlo dire “Grazie” o “Prego”, per vederlo usare molto bene il computer, ecc..   Il lavaggio dei denti con la terra Ogni volta in cui si mangiava andavo in bagno per lavarmi i denti chiedendo a lui di venire con me. Quando invito i bambini a svolgere questi “doveri”, è fondamentale che in me non ci sia il senso dell’obbligo, la pesantezza di dover fare un qualcosa che di solito non piace, ma ci sono gioia e voglia di giocare. Arrivati in bagno, lui iniziava a guardare tutto quello che facevo e a fare altrettanto (tutti i bambini lo fanno, anche se noi non ce ne accorgiamo), proprio come se fosse il mio specchio: io prendevo lo spazzolino e lui anche, io iniziavo con i denti davanti e lui anche, osservandomi e cercando di muovere nei minimi dettagli lo spazzolino come lo muovevo io. Ogni genitore, educatore e nonno ha vissuto questi momenti di imitazione. Tanto che dopo qualche giorno mi ha chiesto esplicitamente “Aspetta, vai piano, fammi vedere bene come fai. Così?”. Che meraviglia: non ho spiegato, non ho ripetuto, nulla di tutto ciò, ho semplicemente rallentato perché lui potesse vedere meglio e fare altrettanto. In più mi ha chiesto perché non mi lavassi con un dentifricio come il suo, ma usassi quella specie di “terra”. Gli rispondo che si chiama argilla e che la uso per lavarmi i denti. “E perché non usi questo?”: la mia unica, calma e sicura risposta è stata “Perché lo preferisco”. Da quel giorno anche lui ha voluto lavarli con l’argilla e prima della sua partenza per il ritorno in Bielorussia se ne è fatto preparare un sacchettino da portare con sé.   Patatine, tonno e wurstel L’alimentazione è per lui un altro tasto dolente: pizza, coca-cola, patatine, pasta al pomodoro, scatolette di tonno, wurstel. Questa era la sua alimentazione tipo. Nulla di più. Come migliorare la situazione? Innanzitutto gli ho dato modo di acquistare stima in me: [fancy_list style="star_list"] Ho passato tempo di qualità con lui e abbiamo giocato parecchio insieme Non mi sono mai arrabbiata e nella calma ho sempre cercato di mettermi al suo posto e comprendere le sue motivazioni Se non aveva voglia di fare qualcosa (ritirare i giochi, pulire la piscina prima di farci il bagno, farsi la doccia, ecc.) ero comprensiva con lui e gli proponevo di farlo insieme: all’inizio ritiravamo insieme i giochi, pulivamo la piscina facendo io le cose più faticose e lui quelle più leggere, lo accompagnavo in bagno e stavo con lui mentre si lavava aiutandolo per esempio a ritirare i vestiti sporchi, a lavarsi bene i capelli, a ricordargli di pulire anche le orecchie. Il tutto senza fretta, proprio come una chioccia. Pian piano si è sempre più autonomizzato anche in questo. L’ho coccolato moltissimo e di continuo gli ho verbalizzato quanto gli volessi bene e quanto fosse un bambino speciale, sempre e in ogni occasione tanto da diventare il suo riferimento: adesso sente che ciò che viene da me è cosa giusta e sana. Poi l’ho coinvolto nella raccolta dei prodotti dell’orto, nella spesa e nel cucinare insieme. Ho lasciato che vedesse quello che mangiavo (cucinando spesso inizialmente piatti differenti per me e per lui in quanto non mangio le cose che ti ho elencato poco sopra). Non l’ho mai forzato a mangiare quello che mangiavo io. Ad un tratto, dopo i primi 7 giorni, si è attivata la sua curiosità: voleva assaggiare. [/fancy_list] Da quel momento, per ora, non fa pasti abbondanti di “cibi salutari” ma li assaggia e li mangia: insalata, pomodori, pasta ripiena fatta in casa, frittata con le verdure, torte salate, acqua, ecc. E a merenda?... Vuole sempre il frullato di anguria! (con gran stupore degli altri adulti increduli…).   Dopo 2 anni di affido... Dopo 2 anni di affido, quindi 6 mesi in tutto di permanenza effettiva in Italia, la persona che lo ospita e alcuni altri adulti che lo frequentano hanno concluso che lo vedevano: [fancy_list style="circle_arrow"] “cresciuto” “maturato” “più tranquillo e sereno” [/fancy_list]   Ogni giorno trovo sempre una conferma in più: di qualsiasi bambino si tratti, da qualsiasi posto arrivi, qualunque colore abbia, qualsiasi passato abbia, i principi dell’educazione secondo natura, se applicati con costanza, non falliscono e non deludono in nessun caso. Sono curiosa di conoscere anche le tue esperienze con i bambini. Lascia un commento qui sotto. Grazie. :-) Buona giornata, Roberta

Da circa 2 anni ho la grande opportunità di seguire, appoggiando la famiglia ospitante,  un bimbo stupendo di 9 anni, che chiameremo Ivan, che arriva dalla Bielorussia e ogni anno resta in Italia per due mesi in estate e per un mese nella stagione invernale.

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Le 6 lezioni che ho imparato con bambini e ragazzi “difficili”

Le lezioni che ho imparato con bambini e ragazzi “difficili”

Ho trascorso cinque anni a stretto contatto con bambini considerati “difficili” collaborando con i servizi sociali di 5 città d’Italia. Oltre ad avermi enormemente arricchita dal punto di vista umano e ad avermi aperto gli occhi su un sacco di false credenze, il tempo trascorso con loro, 24 ore su 24, mi ha donato 6 grandi lezioni che oggi voglio …

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Le 3 fasi di crescita per comprendere sempre tuo figlio

Le 3 competenze per comprendere sempre tuo figlio

Sono 3 fasi che, se conosciute, hanno il potere di prevenire tutte le comuni difficoltà dei genitori e degli insegnanti di oggi. Ognuna di queste tre tappe porta con sé un dono, un grande dono che si svela e si acquisisce solo se si rispettano le regole che Madre Natura ha stabilito per ogni fase di crescita.

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La mappa per crescere un bambino felice da 0 a 21 anni

La Mappa Per La Crescita Felice

Abbiamo trascorso 8 anni fra:

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