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E tu come riconosci il tuo progetto di vita?

e tu come riconosci il tuo progetto di vita

Paolo Coelho lo definisce leggenda personale. Altri lo chiamano progetto di vita. Ma che cos’è il progetto di vita e come lo riconosci?

Il progetto di vita definisce il tuo cammino, le tue esperienze, i tuoi incontri, le tue passioni, le tue virtù e le tue debolezze nella vita. È una cassaforte che contiene tutte queste informazioni e che porti sempre dentro di te. Il progetto è la tua anima.

 

La quercia e le ghiande

Osserva le piante. Tutte loro nascono con un progetto ben definito e lo seguono sempre. Se consideri una ghianda di quercia dentro di sé contiene il suo progetto di vita, conosce il suo scopo, cosa è venuta a fare su questa terra.

La piccola ghianda germoglierà, lentamente crescerà e diventerà albero affrontando caldo, umidità, freddo, gelo, neve, piogge, magari difficoltà e imprevisti come la siccità o peggio un incendio che può scoppiare nel bosco e può ferirla.

La piccola quercia affronta tutto senza lamentarsi, senza chiedersi continuamente perché, e soprattutto con la fede ad andare avanti e seguire la leggenda per cui è nata.

La quercia non si scoraggia, perchè è una quercia ed è nata per produrre le ghiande. Non può mollare tutto e rinunciare. Cresce con la fede che gli eventi che accadono sono propedeutici alla propria leggenda. Lei avanza. Sempre.

 

Tu sei una quercia

Così come la quercia possiede le conoscenze dentro di sé, così tu possiedi la cassaforte al tuo interno. Nella cassaforte ci sono gli indizi e la mappa che hai bisogno di seguire, e avanzando ti avvicinerai sempre più alla meta finale.

Infatti così come la quercia produce ghiande anche tu dovrai produrre le tue un giorno.

Ma come puoi accedere alla cassaforte e leggere la mappa per non perderti nei meandri della vita? Per cominciare, l’attività o le attività che rappresentano il tuo progetto di vita sono attività che ti fanno aprire gli occhi e drizzare le orecchie.

È la tua passione più grande. Faresti qualsiasi cosa pur di svolgere quella determinata attività. Leggeresti ogni libro sull’argomento. Cattura totalmente la tua attenzione e ti fa perdere il senso del tempo che trascorre. Ti porta nella totale presenza e ti fa dimenticare di tutto il resto.

Ami parlare della tua passione, faresti ogni corso possibile in merito e vuoi saperne sempre di più.In genere quando ti dedichi e segui il tuo progetto tutto viene facile, le sincronicità sono a tuo favore, i pezzi si incastrano perfettamente e tutto avviene senza sforzo.

Ma stai molto attento, perché gli incendi e le siccità saranno sempre possibili e serviranno a temprarti e renderti più forte.

Quando segui la tua leggenda personale sei pieno di energia, sei leggero e ti senti libero. Stai facendo maturare le ghiande e un giorno saranno mature. Un giorno anche le tue saranno pronte e tu le mostrerai al mondo intero. Le tue ghiande. Il tuo progetto nella massima espansione.

 

Perché è difficile seguire il proprio progetto di vita?

In verità non è che sia difficile, il problema e che non riceviamo nessuna educazione (dal latino E-ducere, che significa tirare fuori), non ci sono molti insegnanti ed educatori che sanno come tirare fuori ciò che è dentro i bambini e le persone.

Più che educazione forse dovremmo parlare di castrazione. Purtroppo di Pitagora e di Socrate c’è ne sono stati sempre troppo pochi.

Ogni bambino è costretto forzatamente a omologarsi all’esterno, a competere, e gli viene insegnato che è “bene” seguire ordini e regole imposte dall’esterno. Devi fare il bravo, prendere buoni voti, imparare la poesia, stare seduto otto ore, poi devi andare all’università, trovare un lavoro sicuro, con tredicesima e quattordicesima…

…poi devi ovviamente sposarti in chiesa, poi compri una casa, poi due figli, ma mi raccomando, uno maschio e uno femmina…

Ecco, dal momento che viene imposta l’omologazione il bambino si allontana dal proprio progetto e ne seguirà un’altro: la destinazione non sono le ghiande ma è l’infelicità perenne!

Il risultato della castrazione del progetto di vita è il medio evo di coscienza, di separazione e di infelicità che viviamo oggi.

 

Le piante sono invidiose?

Secondo te la quercia invidia la pianta di fragole perché produce dei succosi e profumati frutti rossi che tutti vogliono? Invidia l’albero di ciliegie per i meravigliosi frutti che produce?

In verità la quercia non può invidiare gli altri alberi o le altre piante perché segue il suo progetto, è in linea con la sua natura. Ecco da dove nasce l’invidia. Dall’infelicità di non seguire la via per cui sei  nato.

Si invidia un’altra persona quando si è lontani dal proprio progetto e dalle proprie passioni e talenti. Se sei felice e fai ciò che ti piace avresti motivo per invidiare altre persone?

 

Da oggi segui la luce

Prenditi del tempo per ascoltarti e sentire quale legna alimenta il tuo fuoco, quali sono le tue vere passioni che ti porti dietro da tempi lontani, e soprattutto, abbi fede e coraggio. Osa.

Fai quello che ti piace e ricorda che il coraggio di seguire il tuo progetto di vita è la tua risorsa più importante. Abbi fede che dopo la siccità arriverà la pioggia, che le ghiande ci saranno e che un giorno matureranno. Segui la luce del fuoco che arde dentro di te altrimenti soccomberai in balia degli eventi.

Abbi coraggio. Abbi fede. Sii felice.

 

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  1. AnnaAnna10-04-2011

    A me piace tanto ballare (in questo momento caraibici), ma per vari motivi non ho potuto seguire da ragazza la mia passione… ho ricominciato qualche anno fa e guarda caso ho avuto un incidente al ginocchio (caduta dalla bici) che mi ha impedito di nuovo di seguire la mia passione disapprovata da un compagno da cui vorrei separarmi… e ancora oggi non riesco a ballare come vorrei anche se ho ricominciato da un po’…. ballo ma non bene perchè il dolore è in agguato anche se i medici non trovano un vero e proprio motivo… tutto questo per non seguire la mia passione?? Che però a questa età (circa 50) non mi porterà chissà che frutto. Anche se il mio sogno sarebbe aprire un locale da ballo!!

    • antonioantonio10-05-2011

      Cara Anna, vorrai forse rinunciare al locale da ballo solo per l’età? C’è forse un’eta giusta per aprire un locale? La situazione del ginocchio può essere comprensibile ma l’eta no. :-) Ecco l’esperienza di una nostra allieva della Scuola di Naturopatia: lei è un insegnante e si è iscritta alla nostra scuola con l’intenzione di acquisire più competenze in merito alla Naturopatia applicata anche all’infanzia. Dopo 2 anni di frequentazione ha scoperto la sua vera passione nel ballo. Oggi non solo ha finito la scuola di naturopatia, è istruttrice di ballo mentre continua a insegnare nelle scuole elementari e sta facendo una tesi sull’applicazione della filosofia naturopatica al ballo e al movimento del corpo. Tutto questo nel giro di due anni. Come vedi le vie per realizzare i propri sogni sono infinite. A presto.

    • AnnaAnna10-06-2011

      grazie Antonio, intendevo dire che per ballare forse è un po’ tardi perlomeno a certi livelli, per aprire la scuola di ballo o il locale da ballo sono sempre in tempo.!!!!

  2. danieladaniela10-05-2011

    Bellissimo articolo Antonio. Per quanto mi riguarda, non ho la certezza che quello attuale sia il mio autentico progetto di vita (non ho idea se una persona avere possa avere più di una grande passione e quindi potenziali strade nella vita…) ma una cosa è certa: quando fotografo e creo le mie “piccole opere”, sto bene: mi dimentico di tutto: di mangiare, della stanchezza e del sonno che avevo fino ad un attimo prima…e di tante altre cose ( passano 2/3 ore senza che neanche mi ricordi di riguardare l’orologio). E’ una sensazione bellissima. Aggiungo una mia considerazione. Quando riesci a fare qualcosa che veramente ti piace nella vita, che ti fa stare bene e ti fa sentire realizzata, improvvisamente perdono importanza tante altre cose, che pure ritenevi così importanti… (andare in vacanza, avere soldi per spendere in quello che desideri etc). Se non sei soddisfatto di ciò che sei e non riesci a trovare il tuo progetto di vita, poca e breve è la felicità che può derivarti dall’essere andata in vacanza in un bel posto o dall’aver acquistato una macchina nuova…In pochi attimi l’euforia svanisce ed il malumore e lo scontento ritornano prepotentemente. Noto anche che nel momento in cui ti senti realizzato ed appagato per quello che fai e che cerchi di construire… “casualmente” (o forse no?) stai anche meglio di salute! Diminuiscono le influenze, i raffreddori… etc.

    • antonioantonio10-05-2011

      grazie per questo commento e testimonianza. Si, in effetti la salute è fortemente influenzata dal seguire o meno le tue passioni anche se nelle lezioni a scuola analizzeremo altre cause ugualmente importanti.

  3. chiarachiara01-14-2012

    ciao antonio e complimenti
    come si fa a capire quale è il proprio progetto di vita?
    da cosa lo riconosci? a volte serve cambiare aria? fare un visggio? Ho avuto attacchi di panico perchè ho continuato a fare cose solo per dovere e ora sono persa. Come fare? Le tecniche di visualizzazione aiutano? Altri modi?
    grazie

    • antonioantonio01-15-2012

      Per cominciare è utile sedersi ogni tanto in silenzio e ascoltarsi per sentire il calore della fiamma che arde dentro di te. Il progetto di vita è sempre strettamente collegato alle nostre passioni, a quelle cose che faremmo sempre senza stancarci. Anzi in verità ci autoricaricano. Per qualcuno può essere coltivare, per un altro fare formazione, per un altro ancora costruire mobili, scrivere o lavorare l’argilla. Prova a tornare indietro nel tempo a quando eri piccina e cerca di ricordare che cosa ti appassionava perchè in genere il progetto di vita di svela fin da subito ma, a causa dei consizionamenti famigliari, rimuoviamo tutto.
      Poi ci sono dei percorsi di formazione che ti aiutano a fare questo e ti forniscono gli strumenti per essere autonoma e far maturare i frutti che sei venuta a esprimere in questa vita oppure ti forniscono le informazioni per crescere un bambino senza condizionamenti per sostenerlo sin da subito nel suo progetto di vita.

      • chiarachiara01-16-2012

        grazie antonio il punto è che ci ho provato un sacco di volte e senza risultato anche perchè penso di essere stata condizionata fin da piccola purtroppo. Sinceramente non penso che il tuo progetto di vita possa essere rintracciato solo nella tua vita di bambino o almeno voglio sperarlo, penso e spero sia molto soggettivo.
        Ma il problema in ogni caso è che non ho SPINTE, penso e mi arrovello il cervello senza riuscire a prendere una strada. L’unica cosa che so è che alla fine del liceo volevo iscrivermi a psicologia e non l’ho fatto…..e ora il mio cervello è talmente stanco che non ha più voglia di pensare a che cosa potrei fare da grande. So solo che sento il bisogno di allontanarmi dalla mia città per un po’ senza aspettative, viaggiare per un po’ ma ho paura che non funzioni. Insomma ho sempre paura e solo paura. Sono paralizzata……come posso uscire da tutto questo inferno secondo te????? Come posso imparare a fidarmi di me?….grazie infinite

        • antonioantonio01-16-2012

          Il progetto di vita può essere ri-scoperto sempre per fortuna. Ho scritto dell’infanzia perchè in genere non siamo comdizionati ed è più facile che sia evidente. Per quanto riguarda la tua domanda ti sei risposta da sola con “sento il bisogno di allontanarmi dalla mia città”. Ciò che sentiamo dentro di noi è il capitano che fornisce le indicazioni per la rotta. Se senti questo agisci e basta. La paura è causata dalla mancanza di fede, cioè la mancanza di fiducia che tutto ha un senso nella vita e che nasconde un insegnamento per te. L’inferno di cui parli lo puoi modificare giorno dopo giorno cambiamdo te stessa da dentro. Perchè ciò che accade fuori è lo specchio di ciò che accade dentro di noi. Per iniziare leggi il testo di Tolle Il potere di adesso e l’alchimista di Coelho. Leggili con attenzione e fammi sapere. Alla fine non è importante in quanti inferni siamo caduti ma è importante metterci la forza di volontà per uscirne. Sempre. :-)

  4. LauraLaura08-05-2013

    Ciao Antonio, grazie per questo articolo che mi è arrivato al momento giusto, proprio stamattina in un momento di sconforto. Sono incinta, il lavoro di comunicazione che ho sempre fatto sembra non funzionare più (solo fatica e poche soddisfazioni) e così mi ritrovo disorientata. Ho un sacco di tempo libero rischia di sfociare nella noia. Insomma non riesco ad accontentarmi di fare la “matrioska” felice…è io dove sono? È i miei talenti e le mie aspirazioni? Non voglio passare per un ingrata, so che questi mesi sono speciali e irripetibili, ma ho davvero bisogno di riscoprire una passione, un progetto che mi coinvolga. Nel tempo ne ho sperimentati diversi come la scrittura o la pittura ma poi dopo un po’ li ho abbandonati… Ora sto davvero chiedendo all’esistenza un segno per capire la direzione, per immergermi in qualcosa che mi faccia sentire bene, utile a me stessa e agli altri. Stando in meditazione spero di riuscirci. Scusa lo sfogo e grazie ancora…

    • antonioantonio08-06-2013

      Ciao Laura, é un sacrosanto diritto seguire le proprie passioni e talenti, e proprio questo momento storico offre grandi opportunità per realizzarli e metterli in pratica. Considera la noia e l’insoddisfazione come due amiche perchè ti stanno segnalando che forse per te è ora di passare al livello successivo e utilizzale come trampolino di lancio verso la coltivazione dei tuoi talenti. Gli unici limiti che ci poniamo sono solo nella nostra mente!!! ;-) Serena giornata.

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