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Mamma, non sai più cosa fare con tuo figlio?

mamma, non sai più cosa fare con tuo figlio

Questo titolo nasce dal quesito che le mamme mi pongono in continuazione: come devo fare con mio figlio? La domanda è sbagliata. La domanda giusta è: cosa non conosco circa la natura dei bambini che non mi consente di saper gestire mio figlio?

Questa è una bellissima domanda. Questa è la vera domanda. Perché se sei in difficoltà con tuo figlio o tua figlia non è colpa tua, non ci sono colpe, mai. La colpa non esiste. Esiste solo la responsabilità.

 

E di chi è questa responsabilità?

Di tutti. Di tutti quelli che in passato hanno continuato con i paraocchi a fare quello che sempre si è fatto senza allargare i propri orizzonti, di chi ha udito la voce della verità ma non ha avuto il coraggio di mettersi in discussione. La messa in discussione è un affare difficile per la mente dell’Homo Sapiens. Difficilissimo.

Perché metterti in discussione adesso significa prendere coscienza che tutto ciò che ti hanno insegnato è spazzatura o potrebbe esserlo.

Perché, in fondo, la tua mente è stata creata dagli input esterni. La tua mente è il frutto di ciò che hai osservato e udito in famiglia dal concepimento in poi, da ciò che hai sentito e percepito a scuola, al catechismo, in chiesa, dalla zia, dal nonno, dagli amici, dalla tv, dai giornali, dalle riviste, dai libri…

Nessuno ci ha insegnato come crescere un bambino nella leggerezza, nella serenità e, anche noi, siamo stati cresciuti con il metodo della tradizione, del “si è sempre fatto così”.

 

Le conseguenze del non ascolto

E quando parlava Socrate, quando parlava Steiner, quando parlava Don Milani, quando parlava Osho, Maria Montessori, dove era l’uomo? Non c’era. Non ha avuto il coraggio di afferrare le parole di queste persone, non è riuscito a sentirne l’essenza, a recepire la loro vibrazione.

 

Il risultato è che oggi siamo ignoranti

Nel senso che ignoriamo la reale conoscenza secondo natura perché nessuno ci ha detto che esisteva. O meglio qualcuno lo ha sempre detto ma sono mancate le orecchie per ascoltare e il cuore per sentire.

Nessuno all’università insegna i tre cicli settennali del bambino e la pedagogia steineriana. Eppure la chiave per la crescita armonica e tutta lì, in quei benedetti cicli settennali tanto ignorati quanto fondamentali. Basterebbe osservare i bambini per afferrarli.

Lo vediamo tutti gli anni nel corso Come crescere tuo figlio secondo natura come, negli occhi delle insegnanti e dei genitori, si riaccende la fiamma della passione verso il mondo dell’infanzia, solo perché comprendono finalmente quali sono le leggi naturali che regolano lo sviluppo evolutivo del cucciolo d’uomo.

Si resta sempre a bocca aperta quando si scopre e si comprende il motivo profondo per cui i voti non servono a nulla se non a minare l’emotività di tuo figlio. Ci si arrabbia, a volte, nello scoprire troppo tardi il perché il proprio bambino non ne voleva  sapere di smettere di allattare e di attaccarsi alla tetta.

Perché piangeva in continuazione, perché lo svezzamento è stato così faticoso, perchè non voleva andare a scuola, del perchè si beccava sempre l’influenza, ecc..

 

La via di uscita

Ora, l’unica via di uscita è mettere tutto e tutti in discussione. Non credere a nessuno. Nemmeno a questo post. Perché solo sperimentando in prima persona puoi comprendere i meccanismi secondo natura.

Abbiamo ignorato la verità per troppo tempo, concediti adesso lo sforzo di mettere in discussione tutto ciò che sai. Guarda oltre la staccionata, ci potrebbe essere la tua libertà e quella dei tuoi figli. :-)

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