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Perchè il lupo di Cappuccetto rosso è diventato buono?

Perche Il Lupo Di Cappuccetto Rosso E Diventato Buono

Ti ricordi la favola di Cappuccetto Rosso? La nonna, il cacciatore, il bosco, il lupo cattivo. Tutto evolve e si trasforma e così ha fatto anche il caro vecchio lupo: si è convertito! Da fiera famelica mangiatrice di bambini, si è trasformato in un buon samaritano, che aiuta Cappuccetto Rosso a raggiungere la casa della nonna e intanto raccoglie anche qualche fiorellino!

Ha senso cambiare le favole?

Oggi sta succedendo proprio questo: molte favole antiche vengono stravolte, il ruolo dell’antagonista viene modificato e ne vengono scritte di nuove dove il lupo aiuta le nonnine ad attraversare la strada e non sa mangiare le pecore perché gli fanno pena!

Alla luce di tutto questo, pensi davvero che le antiche favole con il bosco e il lupo cattivo siano state scritte per fare paura ai bambini? Perché non si allontanassero da soli in luoghi oscuri? Perché avessero paura degli sconosciuti? Evidentemente per qualcuno è così.

E questo qualcuno vuole far credere ai nostri bambini che invece è tutto perfetto, viviamo in un mondo di caramelle, la strega di Hansel e Gretel faceva in verità la cioccolataia, il lupo è buono, le pecore dell’immaginario non sono più bianche ma sono nere, la matrigna è una donna frustrata e incompresa mentre Cenerentola se la spassa, Biancaneve è una che sviene e fa la vittima, ecc. Tutto va bene e non ci sono pericoli, siamo tutti buoni e non c’è nulla di cui avere paura.

Ogni personaggio ha un fine preciso

D’accordo che non siamo nel far-west ma tutto questo stravolgimento oltre che essere totalmente inutile è potrebbe essere controproducente! Ritenere che il lupo cattivo sia solo l’antagonista è infatti del tutto limitante. Lo scopo di chi scriveva questi capolavori era tutto un altro…Per cui il lupo cattivo deve assolutamente comparire nelle favole, così come il bosco buio, il viaggio solitario della bimba e anche la nonna buona.

Vediamo perchè. Tutti i personaggi e i temi delle favole rappresentano in verità degli archetipi, ovvero delle immagini che sin dalla notte dei tempi fanno parte del nostro inconscio e che rappresentano in forma immaginifica delle funzioni, e l’immagine che ci costruiamo di loro influenza le nostre azioni (per questo è sempre presente il lieto fine: anche nella vita dopo il buio c’è sempre il sereno).

Gli archetipi che i personaggi di cappuccetto rosso rappresentano

  • Il lupo cattivo: ha lo stesso valore del drago per il cavaliere, del minotauro per Teseo. Rappresenta la nostra parte animalesca, diabolica che si combatte per poi essere integrata, il male e la difficoltà da fronteggiare con cui tutti ci dobbiamo confrontare perché rappresenta l’altra faccia della medaglia. Del resto come possiamo irrobustirci la spina dorsale se ci limitiamo a raccogliere i fiorellini?
  • Il bosco: ha lo stesso valore del ventre della balena ad esempio. Rappresenta il mondo dell’ombra, l’insieme di tutte le parti di noi che non accettiamo e l’insieme di tutte le paure che non vogliamo affrontare. Solo se con coraggio e tenacia scegliamo di addentrarci in questo mondo superando le difficoltà del percorso, oltrepassiamo il buio fitto e raggiungiamo la luce, la sicurezza, la chiarezza.
  • La nonna buona: ha lo stesso valore ad esempio della fata madrina. Rappresenta la saggezza, il tesoro nascosto nei valori antichi, di chi prima di noi ha superato le difficoltà e ha appreso dalle esperienze.

Le fiabe e il legame con la vita reale

Tuo figlio, attraverso le fiabe può contattare e risvegliare gli archetipi nascosti dentro di sé, così da utilizzarli come bagaglio in età adulta. Per esempio sapere che il drago cattivo (le ombre, le paure, gli ostacoli) si può sconfiggere con coraggio e determinazione (il guerriero/cavaliere), che tutti abbiamo sempre una “fata madrina” pronta ad aiutarci (il nostro intuito, la fiducia che tutto può…), e soprattutto che in un modo o nell’altro per il disegno globale che tutti accomuna C’E’ SEMPRE IL LIETO FINE….!

Perché è cambiata l’immagine del lupo nel corso della storia?
Nell’antichità il lupo era considerato l’animale più feroce per chi viveva vicino alle foreste. In una società prevalentemente agricola, gli uomini temevano per il loro gregge, soprattutto di notte, quando il lupo, spinto dalla fame, scendeva a valle ed attaccava. La prima cosa che gli allevatori facevano di mattina era controllare se c’erano tutte le bestie: il lupo era dunque il nemico numero uno.
Anche quando l’uomo andava a caccia o semplicemente intraprendeva dei viaggi su strade che passavano sempre nel bosco, era molto teso: aveva molta paura di essere aggredito dal lupo. Oggi, invece, le strade sono molto più sicure, ce ne sono a migliaia e non occorre passare per forza per il bosco.
L’aspetto del lupo, ieri come oggi, incute timore, ma l’uomo ha più armi per difendersi e quindi ha meno paura di questo animale.
Adesso, poi, il lupo è in via d’estinzione ed i pochi esemplari che sono rimasti vivono in branco nei parchi protetti. E’ veramente raro che un uomo incontri un lupo.
L’uomo, inoltre, ha capito che il lupo non è cattivo e pericoloso di per sé, ma attacca solo per difendersi, se viene aggredito. E’ solo la fame, poi, a spingere il lupo fino ai pollai ed agli ovili dei contadini (o addirittura negli immondezzai delle città). L’uomo, infatti, ha talvolta ucciso gli ungulati, le abituali prede del lupo, e dunque questo animale è costretto a scendere a valle alla ricerca del cibo.
Certo, il lupo incute ancora paura, a causa del suo aspetto feroce, ma ora le parti si sono invertite: è il lupo a temere l’uomo e a fuggire terrorizzato di fronte al suo nemico.

 

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  1. noeminoemi09-05-2012

    si,questo post mi è piaciuto, ma quello che cercavo era la storia di cappuccetto rosso, però il lupo doveva essere buono e cappuccetto rosso cattivo.. :)

  2. EricaErica01-07-2013

    Mi sono imbattuta in questo post per caso. Cio’ che dici è parzialmente vero. sicuramente non possono esistere solo personaggi positivi nelle favole, e il cattivo rappresenta il pericolo da cui guardarsi quindi ha anche uno scopo educativo. Il problema è che il mondo è cambiato diventando ben più complesso e le storie di una volta risultano oggi troppo semplificate. Dobbiamo insegnare ai bambini a guardare con altri occhi per interagire con questo mondo complesso, a non cullarsi nell’evidenza che qualcuno ha già costruito per loro. Per questo sto mettendo su un blog di racconti rivisitati: http://nientefavole.wordpress.com/ La storia che ho già terminato di scrivere è proprio Cappuccetto Rosso, dove un cattivo c’è, ma stavolta è il cacciatore (bracconiere) in particolare, e l’uomo più in generale, in quanto responsabili dell’ormai prossima estinzione del lupo. Le storie non affronteranno soltanto il tema dell’animalismo e dell’ambientalismo(la prossima storia è dedicata al circo con gli animali), ma anche del femminismo, dell’omosessualità, della pedofilia, della multiculturalià, della solidarietà, ecc. In ogni favola appare parallelamente più di un tema. Tutto questo per dare ai bambini degli strumenti (e dei valori) per rapportarsi con un mondo in evoluzione. Fai un salto sul blog se hai un po’ di tempo. Spero ti piacerà.

    • robertaroberta01-07-2013

      Ciao Erica, grazie per il tuo contributo! Andrò di certo a visitare il tuo blog. Per quanto riguarda le fiabe “di una volta”, saprai certo meglio di me che i loro personaggi rappresentano sempre e tutti, in verità, gli archetipi dell’individuo umano… e questi non tramontano mai, anzi! Proprio il loro integrarsi armonico garantisce lo sviluppo di strumenti fondamentali che saranno a disposizione dell’individuo per comprendere e affrontare in maniera totalmente armonica “l’idea del bene e del male” (di più o di meno, sempre di questo si tratta), “il maschile e il femminile” e il loro senso profondo, e soprattutto il riconoscere dentro e fuori di sè l’equilibrio tra gli opposti e tutti i mezzi necessari per la propria realizzazione serena e armonica nel rispetto di sè e dell’altro. Ancora grazie e a presto, roberta.

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